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Il nostro obbiettivo

Questo è il nuovo sito internet dell'ANNUARIO DEL CALCIO MONDIALE. Lo curo personalmente, insieme con i miei più stretti collaboratori, nell'intento di tenere intatto il legame con gli affezionati lettori e con tutti gli amici del calcio internazionale. Con tutti quelli che intendono il calcio come noi: non come gossip, non sottoposto alla violenza di alcune minoranze o alla tracotanza dei bookmakers clandestini, non come vorrebbero schiavizzarlo le TV che vogliono ridurlo a videogioco.

Il calcio deve essere al centro: qualche regola si può cambiare, il progresso non si può respingere a priori, il protagonista deve restare l'uomo, conm la sua bravura e le sue debolezze, con le sue magie ed i suoi errori. E' questo il calcio che ci piace.

Diversamente ci compreremmo un videgioco, che costa anche meno, ed amen.

Salvatore Lo Presti 

Il blog di Salvatore Lo Presti

 

ORA I PENTASTELLATI CERCANO VISIBILITA' PUNTANDO

SUL CALCIO

 

     I pentastellati si aggrappano a tutto. Ora puntano anche al calcio, un mondo che non conoscono, come si deduce dai loro recenti passi. Si sono resi conto che rappresenta una straordinaria fonte di visibilità e cassa di risonanda e provano a buttarcisi dentro. A tacchetti spuntati più che spianati.

     E’ di ieri la notizia di un incontro fra Alessandro Di Battista e di Simone Valente, esponenti del movimento che fa capo al comico Beppe Grillo, col presidente della FIGC ragionier Carlo Tavecchio. Un incontro <conoscitivo> nel quale si sarebbe parlato anche delle condizioni dello Stadio Flaminio, di azionariato popolare e della tessera del tifoso.

Lo Stadio Flaminio, com’è noto, è di proprietà del Comune di Roma e nel febbraio 2014 è stato dato in concessione alla FIGC per la durata di un anno (più uno di rinnovo automatico) e quindi l’interlocutore con cui parlare di Flaminio forse è il Sindaco di Roma o chi per lui.

Gli argomenti più inconsueti toccati, che dimostrano la scarsa conoscenza della sport italiano e del calcio in particolare da parte di Alessandro Di Battista - sarebbero invece l’apertura all’<azionariato popolare> (un sistema che in Italia è stato tentato più volte, con risultati men che insignificanti) e il cosiddetto <turismo sportivo> che sarebbe una specie di chiavistello per arrivare alla <tessera del tifoso>.

Ora, il problema della <tessera del tifoso> riguarda il Ministero dell’Interno e non certo la FIGC che in un certo modo la subisce. Ma finchè non sarà risolto con decisione il problema dell’ordine pubblico e della sicurezza degli stadi, la <tessera del tifoso> è uno dei pochi mezzi che consenta la prevenzione e in una seconda fase l’identificazione ed il riconoscimento dei protagonisti di episodi violenti. Parlare di abolire la tessera del tifoso – che così grossi problemi provoca ai tifosi per bene – fin quando le curve degli stadi continueranno ad essere zona franca di gente violenta che col calcio non ha nulla a che fare, ci sembra ridicolo. D’altra parte dei partiti che sanno solo dire quello che non si deve fare ma quasi mai quello che si può e deve fare e che sono alla base dell’immobilismo che attanaglia la nostra politica, non sentiamo proprio alcuna necessità. Ne abbiamo fin troppi, da anni. 

Per quando riguarda l’azionariato popolare, in Italia è stato tentato diverse volte, ma mai con esiti concreti. Ultimamente anche a Torino, sempre con risultati inconsistenti. Non sono mai stati raccolti più di duecento milioni delle vecchie lire. A cospetto dei milioni di euro che fanno parte dei bilanci dei clubs una parte insignificante. E poi, se vogliamo limitarci alle serie minori, che hanno dimensioni diverse, come dirimere la questione della divisione dei poteri e delle responsabilità? Per guidare con coerenza ed uniformità di vedute una società due persone sono già troppe, figuriamoci cosa succederebbe con l’inserimento dei rappresentanti dell’azionariato popolare. Chi ha mai assistito ad un’assemblea di una grande società ne sa qualcosa. Quanto interviene un piccolo azionista i rappresentanti del pacchetto di maggioranza nella migliore delle ipotesi sbadigliano. 

     Se ritengono di contribuire a risolvere qualche problema, i pentastellati portino idee nuove e soprattutto concrete – se ne hanno - e lascino perdere l’inutile rispolverata di soluzioni vecchie e lise, già irrimediabilmente bocciate dalla realtà. 

                Salvatore Lo Presti

Salvatore Lo Presti

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